L’Arbitro Bancario e Finanziario: dai successi passati alle novità future

L’Arbitro Bancario e Finanziario: dai successi passati alle novità future

Arbitro Bancario e Finaziario cos’è?

L’Arbitro Bancario e Finanziario (ABF) è l’organismo istituito nel 2009 da Banca d’Italia per offrire ai consumatori una tutela reale contro banche ed intermediari finanziari. Si tratta di un ADR -Alternative Dispute Resolution- o sistema alternativo di risoluzione delle controversie pensato per quelle istanze che, in ragione della loro entità spesso “bagatellare”, non riuscirebbero altrimenti a trovare giustizia in ragione dei tempi e costi dei tribunali civili.

Arbitro Bancario e Finanziario: i traguardi raggiunti

Il successo di tale scelta è stato evidente: in pochi anni, l’operatività dell’Arbitro è andata aumentando esponenzialmente, tanto che nel 2016 sono stati presentati più di 20.000 ricorsi. Questo perché le decisioni degli ABF hanno saputo imporsi per la loro autorevolezza, essendo prese secondo diritto da persone esperte della materia bancaria e finanziaria, di modo che la quasi totalità degli intermediari vi adempie spontaneamente. Inoltre, hanno dimostrato di poter offrire davvero una tutela ai diritti dei clienti, in quanto circa il 70% delle dispute si risolve in modo loro sostanzialmente favorevole, con una condanna o una soluzione conciliativa. In particolare, nella materia delle Cessioni del Quinto che rappresenta la gran parte dei casi, questo ha significato il riconoscimento di oltre decine di milioni di euro.

I nuovi collegi

Rapidità ed effettività delle decisioni sono dunque i punti di forza degli ABF e, per poter continuare a garantirli anche a fronte della loro crescente operatività, a partire dal 20 dicembre 2016 sono state istituite quattro nuove articolazioni territoriali, situate nei capoluoghi di Torino, Bologna, Bari e Palermo, affiancatesi a quelle preesistenti di Milano, Roma e Napoli.

Le nostre aspettative

In pochi mesi, presso i nuovi collegi abbiamo raggiunto importanti traguardi: l’Arbitro di Bari già dopo 72 giorni, quello di Torino dopo appena 91 giorni ed infine quello di Bologna dopo 106 giorni. Avendo così suddiviso il carico di lavoro, l’obiettivo è che anche quelli preesistenti possano riallinearsi alle stesse tempistiche. E, auspicandosi anche l’uniformità negli orientamenti di tutti e sette, si accentuerà il ruolo del Collegio di Coordinamento e verranno promosse riunioni periodiche tra i loro presidenti, in modo da garantire una sempre maggiore certezza del diritto.

Ci aspettano, dunque, ancora molte novità e grosse soddisfazioni!

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